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lunedì 6 luglio 2015

La Grecia non ci sta, osa indire un referendum e rifiuta di farsi spennare

I risultati del referendum greco sull'accettazione delle
politiche di austerità imposte dall'UE in cambio di
 aiuti economici.
Referendum Grecia: "No" al 61,31%. Varoufakis si dimette per aiutare Tsipras.
(AGI) - Roma, 6 lug. - La Grecia dice un fortissimo "no" al piano dei creditori di Atene: il 61,31% degli elettori ha votato contro il 38,69% dei "si". Sono i dati finali, diffusi dal ministero dell'Interno greco al termine dello spoglio delle schede. Un risultato netto che sembra chiudere le porte all'accordo e aprire uno scenario che potrebbe portare la Grecia a uscire dall'euro. E oggi, a sorpresa, arriva la svolta "europeista" di Tsipras: se ne va il ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis, autentico 'nemico' dei creditori e artefice della rottura. Varoufakis ha rassegnato le dimissioni annunciandolo sui social network. Sul suo profilo Twitter il ministro ha scritto: "Minister No More!", mi dimetto per favorire un accordo
Poi, in un post sul suo blog, Varoufakis ha spiegato di aver lasciato l'incarico per consentire al primo ministro, Alexis Tsipras, di stringere piu' facilmente un accordo con i creditori. "Subito dopo l'annuncio dei risultati del referendum, sono stato informato di una certa preferenza di alcuni membri dell'Eurogruppo e di 'partner' assortiti per una mia... 'assenza' dai loro vertici, un'idea che il primo ministro ha giudicato potenzialmente utile per consentirgli di raggiungere un'intesa", scrive Varoufakis, "per questa ragione oggi lascio il ministero delle Finanze".
"Considero mio dovere aiutare Alexis Tsipras a sfruttare come ritiene opportuno il capitale che il popolo greco ci ha garantito con il referendum di ieri", ha aggiunto l'ex ministro, "e portero' con orgoglio il disgusto dei creditori". Ieri sera, subito dopo la vittoria del 'no' al referendum, il ministro delle Finanze greco, Yannis Varoufakis, aveva dichiarato: "In questi 5 mesi i nostri creditori hanno rifiutato ogni proposta di discussione, volevano umiliarci. Da domani, grazie a questo bel no chiameremo i nostri partner per trovare un terreno comune". "Volevano colpirci - ha aggiunto - per la nostra resistenza alle loro proposte inaccettabili. Questo era l'obiettivo del loro ultimatum del 21 giugno, che noi abbiamo rimandato indietro con questo voto. Da domani con questo tenderemo una mano per collaborare con i nostri partner e chiameremo ognuno di loro per ricercare un terreno comune di incontro e per trovare una soluzione che sia favorevole ad entrambe le parti". Dal canto suo, Alexis Tsipras aveva dichiarato in tv: "Da domani la Grecia tornera' al tavolo delle trattative". Il premier greco, in un intervento televisivo aveva indicato tre priorita': il funzionamento delle banche, un programma di riforme basato sull'equita' e la questione del debito, cosi' come l'ha recentemente impostata il Fmi. "La nostra priorita' e' un velocissimo riordino del sistema bancario - ha detto Tsipras - e la stabilita' economica. La Bce deve tener presente la situazione sociale e umana del nostro Paese". Inoltre "noi vogliamo continuare le trattative presentando un programma di riforme basate sulla giustizia sociale". "Sul tavolo negoziale dovra' poi esserci anche la questione del debito, specie dopo il rapporto del Fmi nel quele si dice che occorre riarticolare la questione del debito, perche ci sia un'uscita dalla crisi non solo per la Grecia ma anche per l'Europa".

Yanis Varoufakis si è dimesso
Dal Blog di Varoufakis:
Minister No More!
Posted on July 6, 2015 by yanisv
The referendum of 5th July will stay in history as a unique moment when a small European nation rose up against debt-bondage.
Like all struggles for democratic rights, so too this historic rejection of the Eurogroup’s 25th June ultimatum comes with a large price tag attached. It is, therefore, essential that the great capital bestowed upon our government by the splendid NO vote be invested immediately into a YES to a proper resolution – to an agreement that involves debt restructuring, less austerity, redistribution in favour of the needy, and real reforms.
Soon after the announcement of the referendum results, I was made aware of a certain preference by some Eurogroup participants, and assorted ‘partners’, for my… ‘absence’ from its meetings; an idea that the Prime Minister judged to be potentially helpful to him in reaching an agreement. For this reason I am leaving the Ministry of Finance today.
I consider it my duty to help Alexis Tsipras exploit, as he sees fit, the capital that the Greek people granted us through yesterday’s referendum.
And I shall wear the creditors’ loathing with pride.
We of the Left know how to act collectively with no care for the privileges of office. I shall support fully Prime Minister Tsipras, the new Minister of Finance, and our government.
The superhuman effort to honour the brave people of Greece, and the famous OXI (NO) that they granted to democrats the world over, is just beginning.

La traduzione del post di Varoufakis, grosso modo è la seguente:
Non più Ministro!
Pubblicato il 6 Luglio 2015 da yanisv
Il referendum del 5 luglio rimarrà nella storia come un momento unico in cui una piccola nazione europea si sollevò contro il debito-bondage.
Come tutte le lotte per i diritti democratici, così anche questo rifiuto storico del 25 giugno all'ultimatum dell'Eurogruppo è dotato di un grande cartellino del prezzo attaccato. E 'quindi essenziale che il grande capitale elargito al nostro governo dallo splendido voto NO sia investito immediatamente in un sì a una risoluzione adeguata - ad un accordo che prevede la ristrutturazione del debito, meno austerità, ridistribuzione a favore dei bisognosi, e riforme vere.
Subito dopo l'annuncio dei risultati del referendum, sono stato messo al corrente di una certa preferenza di alcuni partecipanti dell'Eurogruppo, e 'partner' assortiti, per la mia ... 'assenza' dalle loro riunioni; un'idea che il Primo Ministro ha giudicato potenzialmente utile per lui al fine di trovare un accordo. Per questo lascio il Ministero delle Finanze oggi.
Considero un mio dovere quello di aiutare Alexis Tsipras a compiere un exploit, come meglio crede, con il capitale che il popolo greco ci ha concesso attraverso il referendum di ieri.
E sosterrò il disgusto dei creditori europei nei miei confronti con orgoglio.
Noi della sinistra sappiamo come agire collettivamente senza curarci dei privilegi che abbiamo a disposizione attraverso i nostri incarichi. Sosterrò pienamente Primo Ministro Tsipras, il nuovo ministro delle Finanze, e il nostro governo.
Lo sforzo sovrumano per onorare le persone coraggiose della Grecia, e il famoso OXI (NO) che concesse ai democratici di tutto il mondo, è solo all'inizio.




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